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“E’ meglio avviare un business tradizionale, oppure online?”

Ho sentito spesso, da parte di investitori, fare questa domanda…soprattutto nell’ultimo periodo.

Per rispondere a questo quesito è doveroso effettuare un’analisi dettagliata sulle due tipologie di business, e per farlo ho deciso di prendere come esempio per la prima categoria un RISTORANTE e per la seconda un SITO E-COMMERCE e come Paese di riferimento, ovviamente, l’Italia.

Poniamo il caso, quindi, che si voglia avviare un ristorante:

La prima cosa di cui si ha bisogno è trovare una location che sia facilmente accessibile, su una strada di forte passaggio e che abbia un ampio parcheggio per ospitare le macchine dei clienti.

Questa prima necessità richiederebbe già del tempo: si dovrebbe girare nei vari paesi, studiare il territorio, vedere se ci sono altri ristoranti nei dintorni etc etc…

Una volta trovata la location giusta si ha bisogno dei permessi comunali (a meno che non si rilevi un ristorante già avviato) ed anche in questo caso i tempi sono biblici, tra le scartoffie da compilare e i vari sopralluoghi e visite ispettive da parte delle autorità competenti.

Superato lo scoglio iniziale dei permessi, si passa alla prima QUOTA che un imprenditore deve affrontare…quella di AVVIAMENTO.

Questa prevede tutto quello che serve per partire e, nel caso del ristorante potrebbe comprendere: opere murarie, impianti vari a norma, cucina, pentole e attrezzatura per preparare le pietanze, piatti, tavoli, tovaglie, posate etc etc..In pratica, una somma a dir poco sostanziosa.

Dopo aver avviato l’attività, l’imprenditore deve spendere la seconda QUOTA…quella di ESERCIZIO.

Essa prevede, sempre nel caso del ristorante, il cibo che dovrà essere preparato dagli chef e dai cuochi del ristorante, oppure il vino per riempire la cantina, l’acqua e così via…

La terza ed ultima QUOTA che si dovrebbe affrontare, nel business tradizionale, è quella di MANTENIMENTO, che prevede le spese fisse, come l’affitto (a meno che l’immobile sia di proprietà), i dipendenti, le utenze, l’approvvigionamento del cibo etc etc…

Infine, che a parer mio è la “QUOTA” più importante di tutte da mettere sul piatto, c’è il TEMPO che l’imprenditore deve dedicare alla conduzione e gestione della sua attività!

Ora andiamo ad analizzare un business ONLINE, come ad esempio avviare un proprio sito e-commerce:

In questo caso la “musica” cambia…

Innanzitutto non servirebbe una location per cominciare, ma solo uno “spazio sul web”, un pc  e una connessione ad internet!

Il che richiederebbe solo pochi minuti e una QUOTA di AVVIAMENTO veramente irrisoria!

Successivamente bisognerebbe scegliere un mercato nel quale operare per poter realizzare il proprio sito e-commerce (a meno che non si decida di “affiliarsi” ad un’altra azienda che ce lo fornirebbe).

Nel primo caso le tempistiche si allungherebbero, mentre nel secondo si parla di un DONE FOR YOU (fatto per te).

In entrambi i casi bisognerebbe passare per una quota di AVVIAMENTO, che può prevedere l’acquisto di prodotti da promuovere online (sia fisici che digitali), le piattaforme per svolgere l’attività, l’attrezzatura “accessoria” per produrre contenuti (camera, microfono, cuffie…)

La terza ed ultima quota è quella di MANTENIMENTO, che può prevedere gli abbonamenti mensili alle varie piattaforme di lavoro, la connessione ad internet e poco altro…

Ad ogni modo, le spese che un imprenditore “digitale” deve affrontare saranno sempre più basse di quelle di un imprenditore  “tradizionale”.

Infine, soprattutto per alcuni tipo di business online, NON E’ NECESSARIA LA PRESENZA del titolare, il quale potrebbe utilizzare il tempo che risparmia in altre attività, o, se preferisce, per passare più tempo con la propria famiglia.

 

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